La Collaborazione NA62 raffina la misura di un processo rarissimo

L’esperimento NA62 del CERN, a cui partecipa anche l’INFN, è riuscito a ridurre significativamente l’incertezza nella misura di un processo rarissimo che aveva già osservato nel 2024: il decadimento di un kaone carico in un pione carico e una coppia neutrino-antineutrino. Il risultato è stato presentato oggi, 4 marzo 2026, a nome della Collaborazione NA62 da Renato Fiorenza, ricercatore del CERN e uno dei principali analisti, all’annuale conferenza Les Rencontres de Physique di La Thuile, in Valle d’Aosta.

https://www.infn.it/la-collaborazione-na62-raffina-la-misura-di-un-processo-rarissimo/

La sfida della fusione nucleare civile

Il Centro Inter-dipartimentale Lamberto Cesari ha organizzato un un convegno di una giornata sulla fusione nucleare civile. Il programma prevede due seminari e una discussione aperta a seguire. Interverranno il professor Franco Cotana, che attualmente ricopre il ruolo di amministratore delegato di RSE S.p.A. e il dottor Fabio Cismondi della Fusion for Energy (F4E), l’organizzazione dell’Unione Europea che gestisce la partecipazione dell’Europa al progetto ITER. Nei due seminari verranno descritti due metodi alternativi di confinamento del plasma di fusione, il metodo inerziale e quello elettromagnetico.
La conferenza avrà inizio alle ore 15:00 di mercoledì 8 aprile e si svolgerà nell’aula A al primo
piano della sede di via Alessandro Pascoli del Dipartimento di Fisica e Geologia.
 
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Il decadimento più raro mai osservato di un barione conferma il Modello Standard

L’esperimento LHCb, in corso all’acceleratore di particelle Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, ha osservato un tipo di decadimento di un barione – una particella composta da tre quark – incredibilmente raro. Si tratta della disintegrazione di un barione sigma-plus (Σ⁺) in un protone, un antimuone e un muone: i calcoli indicano che la probabilità che questo decadimento avvenga è pari a uno su 100 milioni.

Il Breakthrough Prize in Fundamental Physics 2025 alle collaborazioni ALICE, ATLAS, CMS e LHCb del CERN.

Il Breakthrough Prize in Fundamental Physics 2025 è stato assegnato alle collaborazioni scientifiche degli esperimenti ALICE, ATLAS, CMS e LHCb all’acceleratore LHC, Large Hadron Collider, del CERN.

L’importante riconoscimento è stato attribuito dalla Breakthrough Prize Foundation “per le misure dettagliate delle proprietà del bosone di Higgs che confermano il meccanismo di rottura della simmetria da cui ha origine la massa delle particelle, la scoperta di nuove particelle che interagiscono attraverso la forza forte, lo studio di processi rari e dell’asimmetria materia-antimateria, e l’esplorazione al Large Hadron Collider del CERN della natura alle distanze più piccole e nelle condizioni più estreme”.

https://www.infn.it/il-breakthrough-prize-in-fundamental-physics-2025-alle-collaborazioni-alice-atlas-cms-e-lhcb/

https://home.cern/news/press-release/knowledge-sharing/lhc-experiment-collaborations-cern-receive-breakthrough-prize

Nasce la collaborazione scientifica EINSTEIN TELESCOPE

La comunità che lavora al progetto ET Einstein Telescope per la realizzazione del futuro pionieristico osservatorio di onde gravitazionali europeo ha formalmente sancito la nascita della Collaborazione scientifica Einstein Telescope nel corso del XII Simposio di ET che si è tenuto all’Accademia ungherese delle Scienze di Budapest il 7 e 8 giugno. Michele Punturo, dirigente di ricerca INFN della Sezione di Perugia, è il portavoce della nuova Collaborazione.

 

News INFN:

https://home.infn.it/it/news-infn/4960-nasce-la-collaborazione-scientifica-einstein-telescope

 

THE EINSTEIN TELESCOPE SCIENTIFIC COLLABORATION IS BORN

Nasce BEAMIDE, un nuovo spin-off dell’INFN

Beamide S.r.l. (www.beamide.com) è la nuova società spin-off dell’INFN, nata a Perugia nel novembre 2021, che svilupperà MRADSIM (www.mradsim.com), un software per simulare gli effetti delle radiazioni su sistemi elettronici, meccanici e biologici.

MRADSIM è un programma in grado di leggere file generati da software CAD e di convertirli nel formato di input della simulazione.

Il trasporto della radiazione all’interno del sistema oggetto di studio, fino al singolo dispositivo elettronico o meccanico o biologico che lo compone, è realizzato con GEANT4, programma open source sviluppato al CERN di Ginevra.

La versione demo gratuita del convertitore è stata revisionata ed utilizzata da istituzioni di alto profilo scientifico, tra i quali la European Space Agency, il CERN, la NASA, l’Università di Stanford in California, il Massachusetts Institute of Technology di Boston, il Brookhaven National Laboratory.

La prima versione commerciale del software, MRADSIM-SPACE, sarà dedicata alle applicazioni spaziali ed è in fase avanzata di sviluppo. Successivamente verranno commercializzate una versione dello stesso convertitore con funzioni aggiuntive rispetto alla versione gratuita e una ulteriore versione dedicata alla simulazione di applicazioni terrestri (MRADSIM-EARTH).

Oltre al progetto MRADSIM, la società Beamide S.r.l. si occupa di ricerca e sviluppo di rivelatori di radiazione innovativi, test di irraggiamento e prove di qualifica in camere termovuoto.

News INFN: https://web.infn.it/TechTransfer/index.php/it/notizie-dal-servizio-trasferimento-tecnologico/819-stt-informa-novembre-2021

Contributo di ricercatori italiani del CERN allo sviluppo di dosimetri innovativi installati sulla Stazione Spaziale Internazionale

Il 18 agosto scorso l’astronauta dell’ESA Thomas Pesquet ha attivato l’esperimento Lumina, parte della missione ALPHA, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Sviluppato sotto il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Francese (CNES), il progetto utilizza due fibre ottiche di svariati chilometri di lunghezza come dosimetri attivi ad elevata sensibilità per misurare le radiazioni ionizzanti all’interno dell’ISS.

Il CERN, laboratorio europeo di fisica delle particelle, è il principale contributore all’analisi teorica e alla calibrazione dei dosimetri a basse intensità di dose di radiazioni ionizzanti (si veda il link all’articolo per maggiori dettagli). Due ricercatori italiani hanno guidato il progetto per il CERN: Daniel Ricci, responsabile della sezione Fibre Ottiche del Dipartimento di Ingegneria del CERN e Diego Di Francesca, componente della stessa sezione.

Daniel Ricci si è laureato a pieni voti presso il Dipartimento di ingegneria elettronica dell’Università degli Studi di Perugia e ha iniziato la sua carriera lavorativa proprio presso la Sezione di Perugia dell’INFN collaborando per diversi anni alle attività del gruppo di optoelettronica per la costruzione dell’apparato sperimentale CMS.

 

L’INFN PER LA GIORNATA DELLA RICERCA ITALIANA NEL MONDO

Il 15 aprile, in occasione dell’anniversario della nascita del genio italiano Leonardo da Vinci, si celebra la IV Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, istituita nel 2018 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero della Salute, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la competenza e il contributo dei ricercatori italiani al mondo della ricerca nonché l’immagine dell’Italia che produce scienza e innovazione di qualità.
Da una grande maratona scientifica organizzata dal Festival delle Scienze di Roma a tanti incontri con consolati, ambasciate e Istituti Italiani di Cultura all’estero: l’INFN e i suoi ricercatori partecipano a tanti eventi che si terranno nel corso della giornata.
Si parte alle 12:00, con il webinar “Italian know-how in Biophysics”, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado (Serbia) in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN e l’Istituto di Scienze Nucleari di Vinca (VINS), a cui parteciperanno Santo Gammino, direttore del Laboratori Nazionali del Sud, Giacomo Cuttone, ricercatore e già direttore dei Laboratori, Pablo Cirrone, direttore del CATANA, Centro di AdroTerapia ed Applicazioni Nucleari Avanzate di Catania, e la ricercatrice INFN Giada Petringa. Per poi proseguire, alle 15:00 con l’incontro “La ricerca in dialogo”, organizzato dal Consolato Generale d’Itala a San Paolo (Brasile) tra ricercatori, enti di ricerca e università italiani a cui partecipa Marco Pallavicini, ricercatore e membro della giunta esecutiva INFN e professore presso l’Università degli Studi di Genova.
Gli incontri poi proseguono all’interno di una grande maratona scientifica organizzata per la giornata (dalle 10:00 alle 20:30) dal Festival delle Scienze di Roma. Nell’ambito di questo grande evento, sarà possibile seguire un collegamento dal CERN, il grande laboratorio di fisica delle particelle di Ginevra, con la direttrice generale Fabiola Gianotti, e collegarsi in diretta con i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, dove il presidente dell’INFN Antonio Zoccoli e il direttore dei Laboratori Ezio Previtali ci accompagneranno in un viaggio alla scoperta degli esperimenti che cercano di scoprire i segreti dell’universo nei Laboratori. La maratona del Festival, che prevede anche un collegamento dal GSSI Gran Sasso Science Institute a L’Aquila con il rettore Eugenio Coccia, il professore Fernando Ferroni, già presidente INFN, e la professoressa Marica Branchesi, si concluderà con un incontro con i ricercatori Italiani negli Stati Uniti a cui parteciperà Anna Grassellino, direttrice del Centro SQMS Superconducting Quantum Materials and Systems del Fermilab negli Stati Uniti che ha iniziato la sua carriera all’INFN.
Gli eventi INFN per la giornata si chiuderanno con un collegamento tra i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN e Città del Messico: il presidente dell’INFN Antonio Zoccoli parteciperà all’incontro “Dante e la Scienza Moderna”, organizzato dalla Società Dante Aligheri e dall’ARIM Associazione Ricercatori Italiani in Messico.


Scopri il programma completo degli eventi INFN.

L’esperimento NA62 del CERN di Ginevra annuncia importante risultato sui dati 2016-2018

Nel tardo pomeriggio del 28 luglio 2020, in occasione della quarantesima edizione della International Conference on High Energy Physics (ICHEP), l’esperimento NA62, installato presso i laboratori del CERN di Ginevra, ha annunciato un importante risultato ottenuto dalla analisi dei dati raccolti fra il 2016 e il 2018.

L’esperimento NA62 è stato costruito con lo scopo di osservare il decadimento ultra-raro di un kaone carico in un pione carico e una coppia neutrino-antineutrino (K+ → p+ nn), e di misurare la probabilità che esso avvenga dato un generico decadimento del kaone carico.

La teoria che descrive le interazioni fra particelle elementari, il cosiddetto Modello Standard, prevede che questo decadimento avvenga circa una volta ogni dieci miliardi di decadimenti del kaone carico. La misura della probabilità di decadimento da parte di NA62 può quindi fornire un test di precisione per il Modello Standard, con la possibilità di evidenziare effetti di Nuova Fisica, qualora il risultato della misura sia significativamente diverso dalla predizione teorica.

L’esperimento NA62 ha annunciato di aver osservato, nei dati raccolti nel 2018, diciassette eventi compatibili con il decadimento cercato, che si aggiungono ai due eventi osservati nei dati 2017 e ad un evento osservato nei dati 2016. Ciò rappresenta la più alta statistica mai raccolta per l’osservazione di questo decadimento, che ha consentito all’esperimento NA62 di poter effettuare la misura più precisa mai realizzata per questa probabilità di decadimento, che risulta essere compatibile con quanto predetto dalla teoria, entro le incertezze sperimentali.

L’esperimento continuerà a raccogliere dati a partire dal 2021, al fine di migliorare ulteriormente la precisione della misura.

 Alla Collaborazione NA62, che conta circa duecento ricercatori da tutto il mondo, partecipa anche un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia (referente: Prof.ssa Giuseppina Anzivino) e della Sezione di Perugia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (referente: Dott.ssa Monica Pepe).

Il gruppo ha contribuito in maniera fondamentale a tale risultato, attraverso la partecipazione alla costruzione e al mantenimento di uno dei rivelatori chiave dell’esperimento, il RICH, e rivestendo un ruolo da protagonista nell’analisi dei dati che ha portato all’osservazione degli eventi, con due tesi di dottorato sul tema.

Comunicati stampa del CERN, dell’INFN, dell’Università degli Studi di Perugia:

 https://home.cern/news/news/physics/na62-sees-first-significant-evidence-rare-process

https://home.infn.it/it/comunicazione/news/4074-l-esperimento-na62-del-cern-mette-alle- strette-un-processo-rarissimo

https://www.bacheca.unipg.it/vita-accademica/3021-l-esperimento-na62-del-cern-di- ginevra-annuncia-importante-risultato-sui-dati-2016-2018-il-ruolo-degli-scienziati-perugini

Per ulteriori informazioni: monica.pepe@pg.infn.it, giuseppina.anzivino@pg.infn.it